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Diritti e Doveri

 

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Diritti e doveri
   
     

 

 

Il suono delle campane, sempre venerato e ricercato da infinite generazioni, ha trovato i primi ostacoli con l’urbanizzazione e la secolarizzazione in genere. Non solo le campane hanno risentito di questo problema, ma soprattutto la vita di Fede che purtroppo veniva sempre di più eclissata dalla frenetica attività produttiva e dal guadagno. Senza dubbio fu allora che si cominciò a vedere le campane come un disturbo per i placidi e tranquilli sonni domenicali, ma purtroppo il discorso non si riduce solo a questo. Si è notato come man mano si sono cominciati a sopportare rumori molesti di ogni genere e indole, ma non il suono delle campane no...e questo può avere una sola spiegazione, che è anche la stragrande maggioranza delle cause di proteste: non è il suono delle campane che dà fastidio, ma il messaggio che in esse è contenuto: il messaggio della Fede, la voce della Chiesa stessa. Certo non è sempre così per tutti i casi.

 

Ad ogni modo sono state emanate leggi che sanciscono il suono delle campane. Esse possono essere di tipo nazionale

  Noi in Italia abbiamo la “legge quadro dell’inquinamento acustico” pubblicata del 26 ottobre 1995 (n.447), che però non fa nessun riferimento alle campane; il commento dell’osservatorio giuridico della CEI n. 11 novembre 1995, ipotizzando che in sede legislativa, attuativa o interpretativa, anche il suono delle campane possa essere considerato fonte di inquinamento acustico, risponde che “dovrebbe essere garantito dal prevalente orientamento dottrinale e giurisprudenziale che considera il loro uso rituale una delle manifestazioni di culto pubblico, la cui libertà, riconosciuta espressamente alla Chiesa Cattolica dell’art. 1 del concordato Lateranense, è stata ribadita dall’art.2.1 della Accordo del 18 febbraio 1984 (L.n. 121 del 1985) e trova altresì garanzia negli artt. 10 e 12 della Costituzione”.

 

Troppo bello per essere vero, in un epoca in cui si cerca di fare tutto per mettere a tacere la Chiesa…ma non sarà di certo un’ordinanza a far tacere la Voce di Dio: Io ho sentito suonare le campane ai funerali di un certo Magistrato che qualche anno prima le aveva messe a tacere! 

La cosa fa alquanto riflettere. A proposito dei diritti del suono delle campane, un valido contributo si può trovare in uno studio edito nel giugno del 1996 dall'encomiabile NOTIZIARIO trimestrale dell'ASSOCIAZIONE SUONATORI Dl CAMPANE A SISTEMA VERONESE, specifico non solo per chi vuole informarsi sulla vita interna dell'associazione ma su tutte le notizie di campane in genere. La suddetta nell'organizzare una storica gara effettuatasi proprio l'anno successivo ha avuto occasione di curare un'intera pagina del quotidiano Veronese "l'Arena" in data 11 aprile, dove si accennava ad alcune vicende di turisti che hanno cercato di inoltrare proteste ai parroci, ma già i titoli degli articoli -del tipo "ha vinto il parroco", "se vi disturbano dovete solo che rassegnarvi", etc.- hanno indicato la fine gloriosa di quelle storie, tutte vinte dalla "maggioranza", ovvero dalla popolazione e dai campanari che naturalmente si sono pronunciati a favore del suono sacro. Ricordiamocelo sempre: se qualcuno protesta per il suono dei bronzi sacri proviamo a fare una sottoscrizione e vedremo automaticamente che coloro che sono contrari saranno una scarseggiante minoranza

• diocesano (laddove la curia si sia espressa in merito) Tra le varie “autoregolamentazioni” che ogni diocesi ha la facoltà di darsi, citiamo per tutte quella di Udine dalla cui curia arcivescovile sono state date delle disposizioni molto meticolose e sentite che dovrebbero -si dice- “contribuire a formare una nuova sensibilità e dare un dovuto aggiornamento a quella bella e secolare tradizione che sono le campane, al fine di renderle una più compresa testimonianza di fede”. A questa premessa si dispone che i suoni non abbiano ad esseri mai prima delle 7 e dopo le 22. 

• locale (a livello di comune) Ma in conseguenza a questo, il comune di Remanzacco -nel territorio diocesano di Udine- nella persona del sindaco Scarabelli, ha risposto con un’ordinanza (n.14/1996)che “ritenendo il suono delle campane una antichissima usanza...che nell’ambito del territorio comunale è richiesto se non da tutti dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ordina che siano mantenute le tradizioni locali permettendo l’impiego delle campane sia per l’Ave Maria mattutina delle 6.00, nonché per i rintocchi che scandiscono le ore durante tutto l’arco del giorno e della notte”. Non servono ulteriori commenti ma noi con Sergio Di Giusto, che ha curato il tutto pubblicando un articolo sull’AMICO DEL CLERO (n.1/96), possiamo dire che “fa sempre piacere notare qualche piccolo segnale di buon senso e salvaguardia dell’identità socio-culturale delle tradizioni religiose dei nostri paesi”(p.279). In altri luoghi, invece si è arrivati anche ad alcuni referendum, e non bisogna dimenticare che anche quella parte di popolazione “non praticante” (alcune volte addirittura non credente) spesso gradisce il suono delle campane. Chi poi colloca la propria abitazione vicino al campanile di una chiesa dovrebbe capire che quelle campane suonano da molto tempo prima che si costruisse là vicino, e quindi non considerare subito l’ipotesi di protestare ma quella di rispettare, pur se occorresse progettare la costruzione di qualche metro più distante. Non c’è dubbio insomma! Se tutti i cittadini hanno il diritto di vivere nella quiete, tutti i parroci hanno il ditritto-dovere di comunicare con tutti i cittadini, obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento che dice di predicare il suo Nome -non solo a questo o a quello- ma a tutte le genti (Mt 28,19).


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Francesco Ferro
 
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