ASSOCIAZIONI, CONCERTI E CLASSIFICAZIONE DELLE CAMPANE



Associazioni campanarie

Il campanaro è colui che è incaricato di suonare le campane per qualsiasi ricorrenza od evento religioso cristiano in base ad un determinato e preciso insieme di segnali, che variano da luogo a luogo, codificato nel corso dei secoli. Nel linguaggio corrente è anche la denominazione impropria del sacrista o sacrestano.

Quasi sempre il campanaro era (ed è tutt'oggi in molti casi) anche l'addetto alla cura e alla carica manuale degli antichi orologi che scandiscono il tempo dalle torri campanarie delle chiese. Col termine si può indicare anche chi lavora in generale con le campane, sia il fonditore che il manutentore.

Essendo l'Italia caratterizzata da sistemi di suono e di montaggio che variano a seconda dell'area geografica, sono nate diverse società ed associazioni di campanari nelle varie regioni d'Italia, per salvaguardare e promuovere questa antichissima arte. In Italia, dal 1960, si svolge annualmente il Raduno nazionale dei suonatori di campane, dove vengono mostrate le principali tecniche di suono delle diverse regioni. In Italia e nel mondo i campanari si sono organizzati in associazioni al fine di promuovere e salvaguardare la loro antichissima arte.

I concerti campanari italiani e i diversi usi e tradizioni regionali

Per poter parlare di "concerto" di campane si parte da un numero di due o tre elementi. Attualmente è possibile la presente classificazione:

  • Sono solitamente dotati di una o due campane gli oratori, le cappelle, i conventi, i monasteri.
  • Sono solitamente dotate di tre o più campane la maggior parte delle chiese italiane.

Per ogni regione d'Italia vi sono diverse regole, usi e tradizioni nel suono delle campane.

Nei tre giorni culminanti della Settimana Santa, nelle chiese cristiane cattoliche e anglicane vige l'uso di non suonare le campane (nel rito ambrosiano le campane suonano fino all'annuncio della morte di Nostro Signore durante il Venerdì Santo), che vengono sostituite dai cosiddetti instrumenta tenebrorum, derivanti dai semantron, ossia da tavole di legno ancora oggi usate nella Chiesa cristiana ortodossa e cattolica di rito orientale; vengono detti anche sacrum lignum. Si tratta di tavolette sulle quali sono attaccate delle maniglie in ferro, le quali creano un rumore sordo al loro scuotimento. Sono conosciute anche con i nomi dialettali di "battuelle" in Liguria, "toccaredi" in paesi della provincia di Catanzaro, "battole" in Veneto, "battistàngole" nelle Marche o "trocculi" in Sicilia. In Spagna uno strumento simile è chiamato matraca ed è installato direttamente sul campanile.

Classificazione delle campane

Le campane possono essere classificate in base al montaggio:

  • campane fisse, cioè collegate a putrelle o sostegni
  • campane "a slancio", o "a battaglio volante"
  • campane controbilanciate, o "a battaglio cadente"

Nonostante alle orecchie del profano i rintocchi delle campane possano sembrare tutti uguali, in Italia esistono diversi sistemi di suono per campane basculanti ossia in movimento, per campane fisse o ferme e per l'unione di questi due tipi. In Italia, infatti, ogni regione ha un proprio sistema di suono.

Le campane fisse

Sono sprovviste di ceppo, cioè di contrappeso in quanto non devono compiere oscillazioni di nessun genere; sono quindi immobili, ancorate a putrelle o travi, vengono suonate tramite la percussione del battaglio interno (se suonate dal campanaro) o di martelli esterni (detti "elettrobattenti" se suonate da impianto elettro-automatico). In Italia le campane fisse sono quasi sempre di piccole dimensioni e posizionate all'interno dei campanili, specialmente se fanno parte di un complesso di campane numeroso. Nei carillon, diffusi nel nord Europa, raggiungono anche il numero di 60 o più esemplari in un solo campanile.

Le campane "a slancio" o "a battaglio volante"

Sono campane dotate di ceppo leggero, cioè scarsamente contrappesate, e in virtù di questo fatto possono compiere oscillazioni veloci, producendo serie di rintocchi poco distanziati l'uno dall'altro.

Nei sistemi a slancio "classico", per produrre suono devono raggiungere almeno i 60° di inclinazione (anche se esistono sistemi a slancio con il battaglio dotato di doppio snodo per poter suonare anche con un ridotto movimento). In questo sistema di suono il battaglio è agganciato sotto i perni di rotazione e quindi va a colpire il bronzo sempre verso l'alto; si dice che il battaglio, che di solito è più pesante rispetto agli altri sistemi di montaggio, "accarezza la campana".

In questo sistema di montaggio il battaglio si distacca subito dopo il rintocco e quindi non smorza gli armonici rendendo libere le vibrazioni al contrario del sistema controbilanciato. Per questo le campane a slancio mantengono vibrazioni assai prolungate. Il sistema è tipico in tutta Europa (es: “changeringing" inglese), nel sistema Bolognese, nel centro e sud Italia, nel Tirolo ed in parte del Triveneto.

Le campane "controbilanciate" o "a battaglio cadente”

Sono campane dotate di ceppo pesante, cioè molto contrappesate, e in virtù di questo fatto possono compiere oscillazioni più o meno lente, producendo quindi serie di rintocchi distanziati l'uno dall'altro. Essendo ben contrappesate raggiungono facilmente la posizione "a bicchiere", cioè compiono con facilità una rotazione di 180° dopo poche oscillazioni. Producono suono non appena vengono inclinate, poiché in questo tipo di campane il battaglio è agganciato più in alto o allo stesso livello rispetto all'altezza dei perni di rotazione e quindi va a colpire il bronzo sempre verso il basso.

Riassumendo:

  • con battaglio agganciato più in alto rispetto ai perni di rotazione si hanno oscillazioni molto lente e quindi rintocchi molto distanziati l'uno dall'altro (sistema ambrosiano-lombardo);
  • con battaglio agganciato alla stessa altezza rispetto ai perni di rotazione si hanno oscillazioni lente e quindi rintocchi distanziati l'uno dall'altro (sistema ambrosiano-ligure e veronese).

Campane usate a bicchiere

Le campane a bicchiere vengono utilizzate in diversi metodi di suono: alla bolognese, alla lucchese, alla umbra, all'ambrosiana, alla veronese.

I suoni alla bolognese, alla lucchese e alla umbra sono fatti con campane a slancio, quelli all'ambrosiana e alla veronese con campane a battaglio cadente.

Nella suonata umbra, detta "a rinterzo", un campanaro si posiziona in piedi sopra la campana maggiore e, attraverso ripetute oscillazioni sempre più ampie, ferma la campana nella posizione "a bicchiere" (rovesciata, a 180°). Un altro campanaro agisce sul battaglio delle campane minori (due o più, che rimangono ferme) e compone una suonata ritmica, intervallata dal rintocco che la campana maggiore produce mentre compie una rotazione completa.

Un sistema di suono che è caratteristico del rito ambrosiano, ma che è anche diffuso in molte parti del Nord Italia a causa del forte influsso esercitato dalla tradizione della diocesi di Milano, dipende dal tipo di struttura su cui sono montate le campane e dalla cosiddetta "inceppatura". Questo genere di inceppatura è tipico della Lombardia, della Liguria, della maggior parte del Piemonte, di parte del Veneto e di parte dell'Emilia-Romagna.

Una volta messe in movimento, le campane possono suonare "a distesa" (senza sequenza) per semplice oscillazione di pochi gradi rispetto al loro asse, oppure "a concerto" (seguendo una serie precisa di "sganci").

Su appositi supporti dell'"incastellatura", su cui è collocata ogni singola campana, si trova una molla a balestra che ha la funzione di non far compiere un giro completo alla campana, ma di poterla tenere a bicchiere e rimandarla verso il basso tramite il controllo della corda del campanaro; lasciata la corda, la campana tenuta leggermente inclinata, scende. L'arresto e sosta "in piedi" della campana sono possibili grazie a una piccola staffa posta sulla ruota, la quale staffa va appunto a scontrarsi con la balestra. Per eseguire il concerto solenne occorre portare le campane in posizione ribaltata di 180° rispetto alla posizione di fermo. Una volta raggiunta tale posizione di stallo, detta "a bicchiere" o "in piedi" (bocca in alto e contrappeso in basso), le campane, sganciate una alla volta o a coppie (eseguendo in questo secondo caso un accordo), si ribaltano (a questo punto di circa 360°) emettendo un rintocco ogni volta in cui il battacchio cade su uno dei due bordi della campana, mentre la campana gira: ad ogni giro vi sono quindi due rintocchi, uno allo sgancio e uno al ritorno verso la posizione di stallo.

In funzione del tempo che ogni campana impiega per compiere detta rotazione è possibile comporre determinate successioni di suoni con la possibilità di ottenere particolari concerti usati prevalentemente nelle diocesi lombarde come segno per le solennità liturgiche.

Il più ampio concerto a sistema ambrosiano di suono delle campane, si trova nella diocesi di Bergamo e conta ben 17 bronzi completamente azionabili manualmente grazie alle corde: si tratta del campanile della chiesa prepositurale di Albino (BG).



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